esordioarticoliLa vendita al dettaglio fisica può competere con l'e-commerce e le grandi reti

La vendita al dettaglio fisica può competere con l'e-commerce e le grandi reti

In un ambiente commerciale sempre più dirompente, i negozi di strada devono trovare modi efficaci per competere con le grandi catene e il commercio elettronico È il nuovo paradosso del settore, perché chi passa sul marciapiede può scegliere tra l'establishment fisico locale, il brand globale installato nel mall più vicino o una piattaforma digitale La decisione non dipende più dalla geografia, ma dall'attenzione, dalla convenienza e dall'esperienza.

I numeri aiutano a comprendere questo scenario, secondo SellersCommerce, piattaforma americana specializzata in commercio elettronico, 2,77 Miliardi di persone, o 33% di terrestri, acquistano online Il mercato globale dell'e-commerce è stimato a US$ 6,8 trilioni nel 2025, con una proiezione di raggiungere US$ 7,95 trilioni entro il 2027. e non solo, perché solo le vendite attraverso i social network sono state scalate a US$ 1,17 trilioni l'anno scorso, secondo E-commerce Germany News (EGN), portale di riferimento sull'e-commerce.

La concorrenza è sia locale che internazionale. Il pubblico degli acquirenti lo è omnicanale. L'ambiente urbano è diventato teatro di una feroce disputa Il consumatore non interagisce solo con il commercio locale Cerca sul cellulare passeggiando, confronta i prezzi all'interno del negozio stesso Scopri i brand su Instagram e finalizza l'acquisto sul marciapiede Il retail non è più un territorio delimitato da muri.

In questo contesto, la domanda inevitabile è: come garantire che il commercio di strada rimanga competitivo? sono fondamentali politiche pubbliche che gli consentano di competere contro i giganti globali Questo è importante, considerando che questo retail è un universo fertile di imprenditorialità e piccole aziende, che genera posti di lavoro, reddito e inclusione sociale In una città come San Paolo, il più grande polo economico del paese, con circa due milioni di aziende attive e un'economia che rappresenta una quota rilevante del PIL nazionale, dare risalto ai negozi dei nostri marciapiedi è una decisione strategica.

In questo senso, ci sono segnali positivi Le recenti politiche pubbliche comunali sono state amichevoli con gli affari Dal 2021 al 2025, in città sono state create 869.004 aziende (il numero non include i MEI), oltre all'immigrazione di 89.840 nella capitale dello stato Solo l'anno scorso, 185.121 sono state aperte e altre 15.616 trasferite in città.

Questo movimento consistente riflette la riduzione delle barriere burocratiche, la semplificazione dei processi e un'agenda continua di legislazione e politiche pubbliche volte ad attrarre ed espandere gli investimenti, costruiti in modo coordinato tra diverse aree di governo Misure come la riduzione dell'ISS per i settori strategici, prevista dalle Leggi 17.719/21 e 17.875/22, la modernizzazione degli appalti pubblici con la Legge Federale 14.133/2021 e la regolamentazione dell'Ordine Tecnologico, dal Decreto 64.062/2025, contribuiscono ad un ambiente più competitivo e prevedibile.

È inoltre in atto un processo di strutturazione urbana, riferito alla rivitalizzazione del centro cittadino, polo tradizionale del commercio ambulante, la ripresa di questa regione storica avviene attraverso due programmi interconnessi, il PIU (Piano di Intervento Urbano) e la Requalifica Centro.

Il primo è reso operativo in due grandi sezioni: il Settore Centro Storico e il Settore Centro Metropolitano, che copre Bras, Belem, Pari, Bom Retiro e Santa Cecilia Propone tre assi chiari: addensare, mescolare gli usi e affrontare la carenza di alloggi Prevede l'espansione dell'offerta abitativa, l'adeguamento delle proprietà sottoutilizzate, la conservazione del patrimonio storico-culturale, l'incoraggiamento degli usi misti, anche commerciali, e la cooperazione pubblico-privata nella riqualificazione territoriale.

Il Centro Requalifica è finalizzato all'adeguamento degli edifici esistenti agli attuali standard di sicurezza, salute e accessibilità, ampliando l'offerta di area idonea alla densificazione attraverso il retrofit, per renderla economicamente sostenibile è stato adottato un pacchetto completo di incentivi: esenzioni dall'IPTU per periodi prolungati e dall'ITBI, riduzione dell'aliquota ISS per i servizi di ingegneria e architettura legati ai lavori, remissione dei debiti pregressi dell'immobile, esenzioni dalle tasse comunali e graduale ritorno alla piena tassazione dopo il periodo di beneficio, sono inoltre previsti sussidi economici per coprire una parte rilevante delle spese di costruzione.

Queste iniziative non sono periferiche rispetto al dibattito su commercio elettronico. del resto la disputa, più che digitale, è anche territoriale, perché l'avanzata dell'e-commerce è crescente e irreversibile, ha portato convenienza, accesso allargato e offerte democratizzate, tuttavia, nonostante la sua importanza per il consumatore, è necessario mantenere sempre più forte e prospero lo street retail, in cui c'è un ecosistema vivo di imprenditorialità, lavoro e reddito.

I paulistano, come me, sanno benissimo di cosa sto parlando La città pulsa nelle finestre, sui marciapiedi trafficati e sulle porte aperte Se la competizione è ormai globale, la risposta deve essere locale, intelligente, strutturata e coraggiosa.

Quella di Alessandra Andrade è presidente di Sao Paulo Business, agenzia di promozione degli investimenti e delle esportazioni del comune.

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