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Secondo ABIACOM, la bozza di regolamentazione dell'intelligenza artificiale potrebbe danneggiare le PMI e le startup

L'Associazione Brasiliana di Intelligenza Artificiale e Commercio Elettronico (ABIACOM) ha inviato una lettera aperta al Congresso Nazionale esprimendo profonda preoccupazione per l'impatto del disegno di legge n. 2338/2023, un testo che dovrebbe essere votato a breve e che stabilisce le norme per l'utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale nel Paese.

In rappresentanza del settore produttivo, motore dell'economia digitale e del commercio al dettaglio brasiliano, l'ente riconosce l'importanza di un quadro normativo moderno che garantisca i diritti fondamentali. Tuttavia, sottolinea che l'attuale formulazione del disegno di legge crea gravi ostacoli all'attività delle imprese, in particolare delle piccole e medie imprese (PMI), il che potrebbe scoraggiare l'innovazione e ridurre la creazione di posti di lavoro formali.

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Nel documento inviato ai parlamentari, ABIACOM avverte che gli articoli 35 e 36, stabilendo una responsabilità oggettiva e solidale tra sviluppatori e operatori di intelligenza artificiale, espongono i piccoli imprenditori a un elevato rischio legale. "In pratica, un piccolo rivenditore che si limita a utilizzare uno strumento di intelligenza artificiale acquistato tramite contratto può essere ritenuto pienamente responsabile per guasti tecnologici al di fuori del suo controllo. Questo rischio legale rende il suo utilizzo impraticabile per le PMI e ostacola la stipula di contratti", afferma Fernando Mansano, presidente di ABIACOM.

La lettera critica anche i requisiti di trasparenza delineati nel testo. Secondo l'organizzazione, è tecnicamente impossibile pretendere che le aziende che utilizzano l'IA forniscano spiegazioni dettagliate su sistemi ai quali non hanno accesso interno. "Il progetto ignora la realtà della catena globale dell'innovazione. La maggior parte delle aziende utilizza l'IA tramite API, senza competenze tecniche sulla sua architettura. Pretendere una trasparenza assoluta da chi si limita a 'noleggiare' la tecnologia crea insicurezza e scoraggia l'uso dell'IA nel Paese", sottolinea Mansano.

Un altro motivo di preoccupazione riguarda i costi di conformità previsti dalla proposta, considerati proibitivi per le startup e le PMI. Audit indipendenti, valutazioni del rischio e test di affidabilità sarebbero irrealizzabili per la maggior parte delle aziende brasiliane. "Senza un trattamento differenziato per startup e PMI, il Brasile finirà per creare involontariamente una riserva di mercato per le grandi multinazionali. L'imprenditore nazionale ne risentirà", afferma l'organizzazione.

Alla luce di questo scenario, ABIACOM chiede al Congresso di rivedere le sezioni considerate critiche prima della votazione. "Sosteniamo una regolamentazione che punisca l'uso improprio, non lo strumento o l'imprenditore. Il Brasile ha bisogno di un ambiente che incoraggi la tecnologia come motore di produttività e occupazione, non di un sistema burocratico che penalizzi chi vuole innovare", conclude.

L'associazione sottolinea la propria disponibilità a fornire un contributo tecnico per il miglioramento del progetto e a collaborare alla definizione di una regolamentazione equilibrata, in grado di tutelare i cittadini senza compromettere lo sviluppo dell'economia digitale nel Paese.

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